SULLA RAZIONALITà E SULLA CITAZIONE DOTTA
Premessa contingente.
Caro Checkmate sulla tua reprimenda sul mio “citare dotto” non cerco assoluzioni: le critiche me le prendo tutte. Se vedi è da tanto che seguo SN, non è che sia intervenuto molte volte. Nell’ultimo mese più di frequente e lo ho già scritto il motivo. Ma vi sono elementi collaterali su temi che hai detto di riprendere a settembre e oltre: la cultura, la scuola e la mentalità scientifica e anche sulla donna per quanto riguarda il corteggiamento.
Ora chiudo subito il discorso sulle citazioni dotte: non sono uno specchio di come parlo, ma volutamente polemiche per due mesi di interventi banali, volgari e violenti affermati da vari esponenti dello SN (non dai neofiti), ma di persone che rispetto e delle quali ho sempre letto con interesse i loro interventi. Quello scritto da dotti è stato posto come provocazione violenta. Se si parla di scopare e banalizzare il corteggiamento e la donna, allora ci metto anche io una sintassi pseudo intellettuale, ma violenta allo stesso titolo. Comunque ho toccato un nervo scoperto sulla donna. Infatti mi chiedevo: ma come è possibile che persone dell’SN che hanno mostrato tanta capacità di analisi e di comportamento coerente, poi improvvisamente si comportano come in una chat? Ma questo tema è da sviluppare.
La scuola
Nei tuoi scritto on line e in particolare su ‘Migliora la tua intelligenza’ parti dall’esperienza del liceo. Ora sulla scuola tutte le critiche e analisi che hai manifestato esistono, ma per estendere ancor più il campo di analisi, dalla mia personale e contingenza esperienza, rilevo che generalmente si parla sempre dell’approccio liceale almeno per le scuole superiori e lo si correla a quello delle vecchie scuole medie. Le elementari rimangono sullo sfondo. Ma la maggior parte degli studenti frequenta gli istituti tecnici e professionali. È un mondo vario e abbiamo di tutto dentro e nei mass media tradizionali è tutto offuscato.
I laboratori
Io ho frequentato l’istituto tecnico e ho poi preso la specializzazione informatica (quindi … Ovidio, Platone, latino non erano pervenuti). Per me e tutti i mie compagni come in tutte questi tipo di scuole d’Italia era impensabile a cominciare dal biennio comune studiare matematica, fisica, chimica, biologia, applicare il disegno tecnico senza le correlative ore di laboratorio per SPERIMENTARE. Naturalmente con tutti i limiti da te già espressi, talvolta con supplenti che cambiavano ogni mese. Ti sto parlando inizio anni ’80. Ancora oggi in molte scuole d’Italia, partendo dai licei, eserciti di studenti sono violentati ogni giorno: si spiegano concetti di fisica, di matematica senza neanche un minimo di prove. Cioè: un professore che parla per un’ora di seguito su una lavagna? Ore passate a disegnare pezzi meccanici, senza poi andare nei vecchi laboratori di aggiustaggio e disegno tecnico senza poi crearli e limare con il ferro e calibro? Poi, per esempio, nella specializzazione di informatica in particolare, vi sono le materie di elettronica, matematica, informatica, sistemi ed automazione e matematica applicata (statistica) con ore di laboratorio allegato. È meraviglioso applicare la statistica su prove magari effettuate e su circuiti creati dalla altre materie. Però in televisione si parla di grembiulino. E di queste cose se ne tratta anche nelle carceri per la formazione degli adulti e nelle ‘classi speciali’, dove io ho insegnato tra l’altro.
Insegnamento di laboratorio
Ho fatto varie cose per il mondo della scuola: ho iniziato (avendo vinto concorsi per titoli ed esami) con lab. Fisica e fisica applicata, lab. Fisica sanitaria ed ambientale, fisico chimica, e tutti i laboratori afferenti a informatica. Poi ho conseguito altre abilitazioni e solo successivamente e in maniera residuale ho insegnato storia e filosofia.
Esempi di prove di laboratorio di fisica e fisica applicata. Io e l’assistente di laboratorio di concerto con il prof. Di teoria organizzavamo le prove (su 10 ore su un argomento: tre di spiegazione, tre di laboratorio con le prove, altre tre per riprovare il tutto, e una di valutazione finale). Negli anni ’90 così si faceva. Ora con classi di trenta alunni e con soldi che tolgono anche per comprare un becker, dieci alunni già li perdi durante l’anno e altri dieci ridiventano analfabeti strumentali.
Nelle materie di indirizzo come di sistemi ed automazione ed informatica, ogni programma è già datato. È impossibile essere orientati su questa o quella materia: la materia di sistemi è sempre cambiata assorbendo tutto quello che veniva dalle altre materie (come elettronica, informatica etc).
Tutti i prof.ri di informatica e di calcolo sanno che non riesce mai niente. L’alunno non è valutato per l’errore, ma per riconoscere e saper valutare i limiti di tutto quello che fa.
E l’ambiente può essere anche informale, se i ragazzi poi imparano a lavorare insieme sono spinti a copiare a condividere le informazioni. E tutto questo da decenni
Sembra che stia fornendo un quadro idilliaco. Il problema è che quando tu parli dei limiti della scuola. Pag. 12 del tuo libro, hai tremendamente ragione, perché tutte le sperimentazioni didattiche che sono state praticate in modo eccellente, becero, riconosciute anche a livello internazionale, orribile, da malaffare (tu basta che paghi e ti promuovo) sono sempre rimasto a livello contingente. Non è mai diventato sistema. Le istituzioni formali e i luoghi comuni del pubblico non hanno mai recepito niente, come se tutto fosse calato nel lavandino. Se leggi i programmi ministeriali di inglese, delle materie su indicate, di come si deve valutare, e anche delle materie degli altri indirizzi, e poi vai a vedere cosa si fa effettivamente, ti metti le mani nei capelli perché la schizofrenia è totale. Tu dici che sono troppo datati. No: sono del giurassico e in più ora stiamo nello sfacelo più totale: il mondo emotivo, affettivo, di gestione di gran parte degli studenti è completamente dissociato.
Non sto mica colpevolizzando gli studenti. Anzi ci dovrebbero fare fuori tutti.
La cultura
Esempio biografico (ne posso fare a tonnellate e di più autorevoli che non riguardano me e giù pubblicati in vari studi ufficiali: a tua richiesta).
Prepariamo un progetto per l’esame di stato (ti parlo di sei sette anni fa, poi dalla scuola mi hanno chiamato nella centrale per attività di studio sugli indicatori internazionali e sulle attività didattiche in Europa, poi sono ritornato a scuola in questi ultimi due anni, ma sono comandato nell’ufficio tecnico ancora per una anno, poi vorrei ricominciare ad insegnare)..
Trenta ore di pomeriggio. Aperto a tutti, poi metà degli studenti lascia spontaneamente: devono studiare per il sei e per riparare lacune di lungo periodo; se ne rendono conto da soli. Di mattina l’insegnante di inglese li prepara per sei ore fornendo una preparazione ad hoc. Quale ? Si concorda in modo democratico con i ragazzi di creare una base dati (con Mysql, equivalente Access di microsoft) di un linguaggi tecnici dell’inglese internazionale. Ogni studente prendeva un campo dell’assicurazione, dello sport, di un particolare settore industriale. Si cercava poi di creare con radici, suffissi e prefissi, un’analisi testuale nel determinare il grafoletto inglese di quel campo. Creare poi un database e applicare statistiche descrittive di quel dominio linguistico. Preparare una relazione e spiegarla in inglese poi all’esame. Circa dieci ore in più per la mia redazione in collegamento da casa on line con i ragazzi (quali? quelli sporchi, brutti, teppisti, analfabeti delle scuole di serie b come descritti nei vari pseudo telegiornali). E secondo te, io e i miei colleghi imponevano argomenti: di Platone, oppure di materie tradizionali di informatica e altro? Ma sai le pernacchie…
Non sto scrivendo questo per far vedere quanto sono bravo, no! Il mio è un lamento: perché ora nonostante le nuovissime tecnologie siamo ritornati ancora prima del Cretacico. Cinque anni fa già con un cd live si poteva creare da casa e in laboratorio (ogni studente) una rete itc, oggi la maggior parte degli studenti, per l’esame di stato è stata tutta assorbita in un’ottica liceale da operetta. Hanno prodotto tutte tesine (copiature e incollature internet di argomenti senza un minimo senso critico) e magari su Power point, considerato da me e dai miei colleghi una bestemmia utilizzarlo già nei primi anni novanta, perché considerato elementare.
Oggi dal Ministero e non solo si vuole un modello liceale che ripropone un modello anni cinquanta, anzi peggio con la consapevolezza che chi ha condizioni facilitanti extra scolastiche ce la fa. Per gli altri: nel purgatorio.
Tu parli di Dante e Ligabue. Una dei fattori che spero mi mantengano giovani sono proprie le coorti generazionali di studenti. Di tre anni in tre anni, esempi, modo di parlare, valori, atteggiamenti verso il mondo mettono in discussione tutte le tue certezze. E anche l’insegnante più becero ne deve tenere conto. La minoranza liceale (decrepita di Piccolo mondo antico) fa ancora Dante, ma nessuno li studia. Chi lo fa con successo? Quello che prima insegna come gioco a leggere e creare le poesie scritte con gli sms (anche di una o due righe), poi dagli haiku e poi ci si può avvicinare ma come percorso storico a Dante al dolce stil novo, che già da negli anni ’80 noi studenti ci vomitavamo sopra e non a caso gli insegnati più avveduti (e stiamo parlando di quasi trenta anni fa) dicevano leggete quello che volete, poi scriveremo insieme le analisi e poi almeno un testo del programma ministeriale e poi si vedrà (ed infatti poi la lettura proseguiva con testi più impegnativi).
Una condizione facilitante è l’apprendimento cooperativo e democratico.
Il mondo degli adulti
La quantificazione
Ma sembra che stia tutto nella scuola. Noi abbiamo altre agenzie di formazione: il lavoro, il supermercato, la televisione, la palestra e così via. Sfondo una porta aperta per te. Non si quantifica più. Tu hai fatto esempi di mutui, obbligazioni, lotto, mancanza di sapere statistico, ma ora siamo arrivati anche a quello più semplice di calcolo algebrico.
In questi giorni si parla di fondi Fas, Chi li ha dati? Quanti sono? Che sono? Quanti sono rimasti? A chi dovrebbero andare? Che fine hanno fatto?
In Afghanistan: gli italiani stanno per la pace, per la democrazia ….
Rimangono? non rimangono? Quanti soldi stanziamo per la cosiddetta ricostruzione - che dura da più di sette anni? Quanti sono in rapporto alle spese di sicurezza per noi militari lì invece? Ma argomento più interessante: quante strade, ospedali, scuole abbiamo costruito? Quante? Quanti poliziotti, segretari, amministrativi locali abbiamo ‘formato’? A che livello? Voglio i numeri? Ma se invece avessimo adottati diecimila persone, formate e poi rispedite dopo cinque anni in Af. Non avremmo speso di meno? Domande sciocche lo so.
Tu parli di varie forme di intelligenza e devono essere correlate con l’ambiente circostante e con sue condizioni facilitanti per acquisire dati. Credo che invece dallo stesso web, nonostante tutte le informazioni a valanga siamo quasi ciechi. Dobbiamo allenarci con lunghissimi e ripetute per migliorare le competenze di porre in relazione le nostre forme di intelligenza con un ambiente italiano sempre più barbarico. Non sono pessimista, dico solo che nel prossimo futuro vi sarà molto da fare.
Quello di cui tu ti vorrai occupare a settembre da Dante e Ligabue sarà fondamentale: sembra che tutto ora sia una narrazione ideologica.
Scusa il mio sfogo apertamente patosensibile, ma mi fermo qui perché sento che potrei continuare ancora e non sarebbe giusto. Un passo per passo per volta.