Me Myself and I
Sono nato in quel di Mestre, la terraferma di Venezia 32 anni fa (nato nel 1977).
La mia passione da quasi sempre è stata la musica che mi ha accompagnato come colonna sonora in ogni momento della mia vita. Da questa passione è nata la volontà di suonare la chitarra elettrica, alla ricerca di emulare Kirk Hammett dei Metallica. Dopo un breve periodo a suonare con una cover band dei Metallica, i Putrefat, sono passato al Nu-Metal e poi al progressive rock e metal. Con gli impegni universitari e lavorativi successivi, purtoppo, la quantità di ore dedicate a suonare si è decimata; spero che sia un macrociclo di oggetti d’amore e che al più presto si ricominci a suonare come si deve.
Lo sport non è mai stato invece nelle mie vene. Mi ritengo goffo e per niente portato ai delicati e coordinati movimenti che caratterizzano certi sport. Per questo, dopo vari tentativi, tra palestre, pallavolo e nuoto, tutti malriusciti, ho iniziato a correre nel 2001, da completo inesperto e tra le altre cose da asmatico. Questa patologia mi ha fatto parecchio soffrire ma con costanza e con le terapie giuste dopo un po’ sono riuscito a controllarla in modo soddisfacente e a renderla compatibile con la corsa. Dopo anni da podista fai da te ho iniziato un approccio razionale alla corsa e la mia tendenza da contemplativo mi ha fatto approfondire diversi aspetti dell’allenamento, soprattutto gli aspetti biochimici e fisiologici che mi piacciono molto. Purtroppo la mia dimensione sportiva non è molto sviluppata, non sono un competitivo e preferisco generalmente allenarmi da solo, seguendo i miei ritmi e raggiungendo i miei obiettivi, ogni tanto partecipando a qualche 10K. L’amore per l’attività fisica mi fa apprezzare moltissimo la mountain-bike con la quale però mi alleno senza particolare costanza e vorrei avvicinarmi al nuoto.
Lo studio è da sempre una parte importante della mia vita. Dopo il liceo scientifico ho avvertito una certa passione per l’astrofisica tanto da iscrivermi alla facoltà di fisica: scelta inconsapevolmente troppo ardua per me a quel tempo. Dopo un anno di fisica ho avuto il coraggio di ammettere la sconfitta e mi sono iscritto a Chimica e Tecnologia Farmaceutiche che mi ha dato invece tantissime soddisfazioni. Innanzitutto ero tra i pochi maschi della facoltà (mentre a fisica la situazione era opposta). Ho così potuto testare sulla pelle la mia tendenza da romantico, collezionando una serie di delusioni amorose. Finito il percorso di studi ho lavorato per un anno in un’officina farmaceutica per poi ritornarmene alla vita accademica dove ho poi iniziato e concluso il dottorato di ricerca in neurobiologia. Nonostante l’argomento, mi sono occupato di morte cellulare regolata dai mitocondri (il pegno che dobbiamo portare per essere in grado di consumare l’ossigeno atmosferico!!). Con il tempo, come scritto nella sezione precedente, ho approfondito la biochimica della corsa (d’altronde questo integrava le mie conoscenze sul campo dei mitocondri) e l’alimentazione ( per esempio gli effetti della restrizione calorica, l’autofagia ecc). Parallelamente la mia parte umanistica (probabilmente più sviluppata di quella scientifica) mi ha fatto approfondire alcuni aspetti di filosofia della scienza, che ritengo comunque importante per il lavoro che sto facendo. Non sono esperto in questo campo ma ci sto provando. Altri due campi che sto cercando di studiare sono il caos e l’evoluzionismo per cercare di sviluppare un nuovo metodo di studio della biologia. Una ultima parte che sto sviluppando riguarda la visualizzazione dei processi biologici mediante software 3D: penso infatti che visualizzare una possibile disposizione tridimensionale degli eventi intracellulari sia cruciale per approfondire nuove ipotesi di lavoro.
Il rapporto con la vita: fin da piccolo ho avuto tendenze “ribelli” nel senso che non amavo le restrizioni, tanto meno le restrizioni imposte dalla religione. Ricordo discussioni lunghissime con i miei genitori sulle motivazioni di certe abitudini religiose o sociali. Se da un lato quindi cercavo di sviluppare un mio pensiero indipendente altri lati della mia personalità, come la debolezza e la tendenza ad essere un bravo ragazzo non mi hanno permesso di sviluppare i miei ideali.
Ho sempre avuto difficoltà a cogliere il vero senso dell’amicizia e per questo sono un tipo abbastanza solitario sebbene non asociale. Un buon aiuto è stato quello di fare pulizia dei rapporti sociali, iniziando a classificarli. Con questa tecnica ho ridotto moltissimo il numero di amici (prima "veri" ora parziali) ma sono felice così.
Un altro passo importante è stato classificare le mie passioni e separarle dalle perdite di tempo. Le uscite obbligate il sabato sera con persone che a volte nemmeno conoscevo non mi sono mai piaciute; ora ho capito perchè, e non le rimpiango ma non sono da escludere a priori, soprattutto se con le persone giuste.
Entrambe queste scelte sono utilissime per gestire al meglio il tempo.
Nella vita circondarsi delle persone giuste è la scelta migliore che uno possa fare.
Attualmente convivo con Alessandra, che è presente in qualche foto nel sito, persona che amo. Con lei ho scoperto la differenza tra amore ed innamoramento.
Da bravo sperimentatore amo cucinare e la cucina ASI è un buon banco di prova.
Come avevo scritto in una precedente presentazione, il sito di Albanesi per me è stato ad un certo punto come la scena chiave di Matrix: Morpheus offre le due pillone a Neo; Neo sceglie quella che gli consente di vedere la vita così come è e non una realtà virtuale. Da allora una vita nuova gli si è aperta. Come metafora mi sembra perfetta.
aggiornamente 2008-2009: dopo la fine del dottorato, ho deciso di muovermi dall'Italia per provare a vedere come è la ricerca scientifica all'estero, se è veramente così differente. Ebbene, sono finito in Scozia e la ricerca è veramente ad un altro livello! paragonando questo campo solamente (la società scozzese ha comunque i suoi limiti) la ricerca sul cancro è veramente ad un altro livello. Spero che l'Italia si adegui a breve!