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Freccia
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November 25

Profile Information

Nome e Cognome
Christian Frezza
Regione di provenienza
Veneto
Provincia di provenienza:
VE
Sezioni preferite:
Alimentazione, Corsa, Psicologia, Salute, Cucina, Cultura generale

Me Myself and I

Sono nato in quel di Mestre, la terraferma di Venezia 32 anni fa (nato nel 1977).

La mia passione da quasi sempre è stata la musica che mi ha accompagnato come colonna sonora in ogni momento della mia vita. Da questa passione è nata la volontà di suonare la chitarra elettrica, alla ricerca di emulare Kirk Hammett dei Metallica. Dopo un breve periodo a suonare con una cover band dei Metallica, i Putrefat, sono passato al Nu-Metal e poi al progressive rock e metal. Con gli impegni universitari e lavorativi successivi, purtoppo, la quantità di ore dedicate a suonare si è decimata; spero che sia un macrociclo di oggetti d’amore e che al più presto si ricominci a suonare come si deve.

Lo sport non è mai stato invece nelle mie vene. Mi ritengo goffo e per niente portato ai delicati e coordinati movimenti che caratterizzano certi sport. Per questo, dopo vari tentativi, tra palestre, pallavolo e nuoto, tutti malriusciti, ho iniziato a correre nel 2001, da completo inesperto e tra le altre cose da asmatico. Questa patologia mi ha fatto parecchio soffrire ma con costanza e con le terapie giuste dopo un po’ sono riuscito a controllarla in modo soddisfacente e a renderla compatibile con la corsa. Dopo anni da podista fai da te ho iniziato un approccio razionale alla corsa e la mia tendenza da contemplativo mi ha fatto approfondire diversi aspetti dell’allenamento, soprattutto gli aspetti biochimici e fisiologici che mi piacciono molto. Purtroppo la mia dimensione sportiva non è molto sviluppata, non sono un competitivo e preferisco generalmente allenarmi da solo, seguendo i miei ritmi e raggiungendo i miei obiettivi, ogni tanto partecipando a qualche 10K. L’amore per l’attività fisica mi fa apprezzare moltissimo la mountain-bike con la quale però mi alleno senza particolare costanza e vorrei avvicinarmi al nuoto.

Lo studio è da sempre una parte importante della mia vita. Dopo il liceo scientifico ho avvertito una certa passione per l’astrofisica tanto da iscrivermi alla facoltà di fisica: scelta inconsapevolmente troppo ardua per me a quel tempo. Dopo un anno di fisica ho avuto il coraggio di ammettere la sconfitta e mi sono iscritto a Chimica e Tecnologia Farmaceutiche che mi ha dato invece tantissime soddisfazioni. Innanzitutto ero tra i pochi maschi della facoltà (mentre a fisica la situazione era opposta). Ho così potuto testare sulla pelle la mia tendenza da romantico, collezionando una serie di delusioni amorose. Finito il percorso di studi ho lavorato per un anno in un’officina farmaceutica per poi ritornarmene alla vita accademica dove ho poi iniziato e concluso il dottorato di ricerca in neurobiologia. Nonostante l’argomento, mi sono occupato di morte cellulare regolata dai mitocondri (il pegno che dobbiamo portare per essere in grado di consumare l’ossigeno atmosferico!!). Con il tempo, come scritto nella sezione precedente, ho approfondito la biochimica della corsa (d’altronde questo integrava le mie conoscenze sul campo dei mitocondri) e l’alimentazione ( per esempio gli effetti della restrizione calorica, l’autofagia ecc). Parallelamente la mia parte umanistica (probabilmente più sviluppata di quella scientifica) mi ha fatto approfondire alcuni aspetti di filosofia della scienza, che ritengo comunque importante per il lavoro che sto facendo. Non sono esperto in questo campo ma ci sto provando. Altri due campi che sto cercando di studiare sono il caos e l’evoluzionismo per cercare di sviluppare un nuovo metodo di studio della biologia. Una ultima parte che sto sviluppando riguarda la visualizzazione dei processi biologici mediante software 3D: penso infatti che visualizzare una possibile disposizione tridimensionale degli eventi intracellulari sia cruciale per approfondire nuove ipotesi di lavoro.

Il rapporto con la vita: fin da piccolo ho avuto tendenze “ribelli” nel senso che non amavo le restrizioni, tanto meno le restrizioni imposte dalla religione. Ricordo discussioni lunghissime con i miei genitori sulle motivazioni di certe abitudini religiose o sociali. Se da un lato quindi cercavo di sviluppare un mio pensiero indipendente altri lati della mia personalità, come la debolezza e la tendenza ad essere un bravo ragazzo non mi hanno permesso di sviluppare i miei ideali.
Ho sempre avuto difficoltà a cogliere il vero senso dell’amicizia e per questo sono un tipo abbastanza solitario sebbene non asociale. Un buon aiuto è stato quello di fare pulizia dei rapporti sociali, iniziando a classificarli. Con questa tecnica ho ridotto moltissimo il numero di amici (prima "veri" ora parziali) ma sono felice così.

Un altro passo importante è stato classificare le mie passioni e separarle dalle perdite di tempo. Le uscite obbligate il sabato sera con persone che a volte nemmeno conoscevo non mi sono mai piaciute; ora ho capito perchè, e non le rimpiango ma non sono da escludere a priori, soprattutto se con le persone giuste.

Entrambe queste scelte sono utilissime per gestire al meglio il tempo.

Nella vita circondarsi delle persone giuste è la scelta migliore che uno possa fare.
Attualmente convivo con Alessandra, che è presente in qualche foto nel sito, persona che amo. Con lei ho scoperto la differenza tra amore ed innamoramento.

Da bravo sperimentatore amo cucinare e la cucina ASI è un buon banco di prova.


Come avevo scritto in una precedente presentazione, il sito di Albanesi per me è stato ad un certo punto come la scena chiave di Matrix: Morpheus offre le due pillone a Neo; Neo sceglie quella che gli consente di vedere la vita così come è e non una realtà virtuale. Da allora una vita nuova gli si è aperta. Come metafora mi sembra perfetta.

aggiornamente 2008-2009: dopo la fine del dottorato, ho deciso di muovermi dall'Italia per provare a vedere come è la ricerca scientifica all'estero, se è veramente così differente. Ebbene, sono finito in Scozia e la ricerca è veramente ad un altro livello! paragonando questo campo solamente (la società scozzese ha comunque i suoi limiti) la ricerca sul cancro è veramente ad un altro livello. Spero che l'Italia si adegui a breve!

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Comment Wall (182 comments)

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At 1:52pm on November 27, 2009, QuartoGrado said…
Ciao Christian, una domanda: visto che vivi/hai vissuto in Scozia, sai dirmi se/come vengono ricordate le figure di William Wallace e Robert Bruce al giorno d'oggi?
Ci sono delle statue, delle vie, delle piazze, delle località dedicate ad essi, ecc...?
Questa curiosità è sorta dall'aver rivisto "Braveheart - Cuore Impavido" dopo anni.
Grazie, ciao!
Marco
At 3:10pm on November 1, 2009, saul said…
Ohibò, mi accorgo adesso di non avere neppure in un kilometraggio minimo salutistico :-)
mah??
effettivamente lì c'è scritto che il riscaldamento non conta, quindi sono spacciato!
comunque prova a vedere questo link
Rondelli allenamenti
Se vedi nella prima settimana della tabella domenica c'è 40' di riscaldamento + 10 x 300 che era un allenamento standard che ci faceva fare in montagnetta e sono stra sicuro che si diceva: abbiamo fatto u13 km totali di allenamento. cioè Rondelli li contaggiava così non dico che sia corretto o meno ma i volumi di allenamento anche di gente professioinista comprendono la messa in moto dell'organismo cioè il riscaldamento. Ti potrei fare tanti altri esempi visti anche a Saintz Moritz, il progressivo di Sonia Maccioni, 4 giri del laghetto di cui il primo di riscaldamento alla fine aveva fatto 20 km non 15!
At 2:23pm on November 1, 2009, saul said…
Ciao Freccia,
non so a quali tabelle ti riferisca, ma io se dico che faccio 80 km a settimana implicitamente sono inseriti anche i 35 km di riscaldamento, ad esempio se faccio 20-25 minuti di riscaldamento + 6x1000 ripetute in pista ho fatto 11 km totali, ribadisco che anche col gruppo di Giorgio Rondelli era così e si calcolava così il volume kilometrico settimanale conteggia tutti i kilometri percorsi non solo quelli da un certo ritmo in poi, guarda credo che anche Roberto Albanesi nel kilometraggio settimanale conteggia il riscaldamento sono comunque kilometri fatti di corsa.
At 12:59pm on September 28, 2009, EliMay said…
Cosa aspettate allora! :) E' sicuramente una citta' da vedere.
Fammi sapere se decidete di venire a farvi un giro da queste parti!
At 11:09pm on September 27, 2009, EliMay said…
Si mi trovo benissimo. Londra e' fantastica, mi piace da morire. La conoscevo già ma viverci e' un'altra cosa! Poi sono vicinissima a Hyde Park, e' bellissimo vivere in città ma avere un bel parco cosi grande accanto!
Sicuramente resto 10 mesi, mi sono presa un anno sabatico per fare un MSc che finirà a Luglio. Francamente pero' vorrei restare anche dopo e lavorare qui, anche perchè nel mio settore lavoro a Londra non dovrebbe mancare!
Voi venite mai a Londra, la conosci un po'?
At 10:19pm on September 27, 2009, EliMay said…
Ciao Freccia!
Alla fine me la sono comprata una giacca Windstopper della Gore ;)
Qui fa ancora caldo e non piove, ma sono sicura che mi toccherà usarlo presto (sigh!)
Grazie della dritta comunque!
Buona corsa
At 6:40pm on September 17, 2009, EliMay said…
Grazie dei consigli, provero' il Gore Windstopper e ti faro' sapere!
:)
At 1:24pm on September 17, 2009, EliMay said…
Ciao Freccia!
I made it to the UK!
Ho letto il tuo commento al forum "equipaggiamento da pioggia" e mi chiedevo se puoi suggerirmi una catena di negozi in UK dove trovare quanto suggerisci... martedi ho avuto l'onore di farmi 13km sotto la pioggia battente qui a Londra e sono tornata a casa praticamente a nuoto... :D
Il punto e' che a me non da fastidio la pioggia in se', quanto il freddo dopo.. ci metto circa 10min a tornare a casa dal parco e ho paura che sia troppo per evitare al mio fisico di raffreddarsi.
Quando parli di magliette Wind stopper parli di quelle usate anche dai motociclisti? Non si rischia di sudare troppo sotto pero'?
Grazie per i consigli!
Ciaoo
At 2:39pm on September 8, 2009, Attilio said…
Eccomi. Scusa ma il tuo è il solito trucco a parer mio. Io ti chiedo "sei proprio sicuro che ogni giorno muoiano migliaia di persone per AIDS?" Tu potresti dirmi di si. E' una domanda chiusa. E invece dici che faccio una crociata, che credo di essere su di un palco... Scusami, ma è esattamente quello che gli assertori della correlazione tra AIDS e HIV, ovvero gli esponenti della scienza ufficiale fanno. Anzichè controbattere alle obiezioni di fatto insultano chi obbietta. O come te dicono che l'obiettore sale su di un palco.

Sarò molto franco, ma credo che col tuo modo di pensare diciamo schierato senza dubbi col credo scientifico istituzionale tu abbia una buona base per diventare in qualche modo un esponente dell'OMS.

Ti chiedo seccamente, e ti prego se puoi di rispondere con un si od un no: A tuo parere sono state fatte forzature nelle stime e nei numeri, arrivando a parlare di peste del secolo sulla vicenda HIV/AIDS?

Sai Einstain diceva, "poche persone ragionano con la loro testa e provano con il loro cuore". Ecco io cerco , forse non riuscendoci, di fare questo.

Ciao
At 10:42pm on September 5, 2009, silent runner said…
>I segreti dei podisti est-africani
grazie molto interessante!
 
 

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