Albanesi

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Salve, sono appassionato di letteratura fantasy ed ho aprezzato anche la saga di Harry Potter, della quale ho letto tutti i libri e visto tutti i film (e i volumi sono sempre migliori delle pellicole...). Perché una condanna così netta da parte di Roberto Albanesi (http://www.albanesi.it/VMS/harrypotter.htm)? La letteratura fantasy non può essere un oggetto d'amore come tanti altri? Personalmente credo di sì, poi è chiaro che se un soggetto fugge dal mondo reale e si barrica in un mondo immaginario leggendo dei libri la colpa è sua e non della letteratura.
In quella situazione penso che manchi l'indipendenza dall'oggetto d'amore.

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Diciamo che è una critica più diretta al lettore fan sfegatato che non al libro vero e proprio.

Un po' come i fan di Tolkien, di Star Wars o di Star Trek che vivono tutto in funzione e in relazione alle vicende dei loro eroi...

Nel pagina dell'high people c'è una frase di Spiderman 3 che è sempre un umano che lancia ragnatele dai polsi e si lancia dai grattacieli, non sarà un simpatico maghetto con gli occhiali e bacchetta magica però direi che non difetta in quanto situazioni o personaggi di cui [il lettore/spettatore] ha la piena coscienza dell'irrealtà

Il creare un'ambientazione coerente, avvincente seppur fantastica non è un difetto dell'opera, l'importante è che lo si faccia per lo scopo narrativo, vedasi un Blade Runner, o un più recente District 9

p.s io anni fa giocavo a Vampire The Masquerade live, ovvero una sera a settimana mi vestivo e mi atteggiavo come un vampiro "abbracciato" nel 1800 e devo dire che in quel canovaccio che è l'ambientazione del world of darkness mi divertivo tantissimo...era u po' come teatro di improvvisazione :D

ad ogni modo

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Ti dirò, una mia collega 35enne era una fan sfegatata di Harry potter e qualche problema esitenziale l'aveva....
aveva la tendenza a non gestire ed affrontare i problemi ma ad evitarli o
giustificarli nel suo mondo più o meno razionale, tra l'altro credeva ciecamente all'omeopatia.
A parte la qualità letteraria di Herry potter che non è eccelsa (allora preferisco Edgar Allan Poe con i suoi racconti del mistero) la saga è una favoletta più o meno accattivante che in fondo fa presa a chi vuole fuggire dalla realtà, quindi bollino giallo.

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anche la divina commedia in fondo è una favoletta eh... :D

No dico c'è un tipo che si fa guidare da un morto dentro e fuori un buco del terreno pieno di gente cattiva...e questo è solo il primo capitolo...

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Anche i promessi sposi sono una favoletta :-)
Renzo e Lucia mica sono mai esistiti,

devi vedere i contenuti espressi per metafora, allegoria o prosa, harry potter ti dice poco c'è solo la sua avventura a chi piace.....

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Renzo e Lucia sono personaggi di fantasia ma verosimili nelle loro vicende [per quanto non mi piacciano] i personaggi di Dante per quanto realmente esistiti nelle loro azioni verosimili non lo sono, o meno non più di quelli di Harry Potter...questo però non inificia il valore di un'opera o meno, dove appunto si deve vedere se c'è qualcosa oltre alle sole vicende indipendentemente da come queste siano espresse...

Una favoletta di Fedro, per quanto possa avere animali parlanti, può essere molto più istruttiva di un romanzo perfettamente verosimile...:D

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decisamente vero, pensando ai romanzi che ci sono oggi in circolazione...:-)

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Non occorrerebbe una netta distinzione tra oggetto (nella fattispecie i libri di HP) e soggetto (chi li legge)? Intendo dire: l'irrazionalità e la psicosi andrebbero attribuite alla persona piuttosto che al libro in sé. Affermare che una persona non è equilibrata perché legge HP mi sembra un po' estremo.

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> una persona non è equilibrata perché legge HP mi sembra un po' estremo
C'è differenza fra leggere il libro o vedere il film e appassionarsi. Chi si appassiona condivide. Una persona adulta che si "appassiona" a Biancaneve non penso sia razionale. Il livello di razionalità di HP è lo stesso di Biancaneve, quindi...

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> Chi si appassiona condivide.

Può darsi che sia questo il punto.
Diciamo che concordo con riserva perché esistono diversi gradi di appassionamento. Conosco persone che hanno un grado parossistico di appassionamento ad HP (e più in generale a quello che viene definito fantasy) e in effetti spesso la loro condivisione è tale da diventare riproduzione (il fenomeno del cosplay...). Tuttavia c'è anche un appassionamento che è limitato alla fruizione dell'opera e che è consapevole che alcune regole della realtà vengano temporaneamente violate, ray tirava giustamente in ballo la "sospensione dell'incredulità".
Se una persona "crede" all'opera ha problemi mentali, se il suo appassionamento è una sorta di speranza allora è un insoddisfatto, se invece le violazioni di cui sopra sono assunte temporaneamente come ipotesi di lavoro potrebbero condurre a riflessioni anche mature sulla realtà che viviamo ogni giorno. Questo è quello che fa l'arte da sempre.

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> se invece le violazioni di cui sopra sono assunte temporaneamente come ipotesi di lavoro potrebbero condurre a riflessioni anche mature sulla realtà che viviamo ogni giorno
Sotto quest'ottica Harry Potter è un'opera di scarsa qualità: non ci sono regole, non c'è coerenza, nessun personaggio utilizza mai il massimo delle sue capacità, eccetera. Che ragionamento concreto speri di fare poggiandoti su queste basi?

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Domanda all'appassionato di Harry Potter: perchè il protagonista porta gli occhiali?
:-)

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Onestamente non mi pare venga mai spiegato in nessuno dei libri, ma potrebbe essermi sfuggito.

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