Albanesi

Il Social Network del benessere - The Social Network of Well-being

Ovviamente il titolo è ironico. La giornata dell'onestà è passata nell'oblio più totale. Alcuni soci e il sottoscritto hanno messo qualcosa in rete, altri hanno strappato promesse impossibili a giornalisti.*
Su quasi 800 soci, la stragrande maggioranza non ha fatto nulla, in sede locale. Ovvio che il SN ha fallito. Nonostante le regole siano riuscite a eliminare la conflittualità fra gente troppo diversa, mancano sempre la qualità e l'azione. Sulla seconda passi, farò da solo finché mi diverto a farlo.
Sulla prima non si può transigere. Nonostante le regole siano chiare, molti continuano a entrare nel SN per "egoismo personale" (chiedere senza studiare): "a me le mele fanno venire il rigurgito. Che ne pensate?"; "mentre correvo , una fitta, qua, forse là. Che dite?". Altri fanno gli opinionisti, ma mai si metterebbero in gioco localmente (tipo: "organizzo una serata presso un circolo, una biblioteca, un comune) a parlare di quelle cose che con tanta dovizia di tempo e particolari descrivono in un social network o in un blog, tanto qui la platea la trovano già pronta.
Osserviamo le ultime discussioni.
Emilio descrive un problema al ginocchio sx. Premesso che una discussione di qualità cerca sempre di tradurre il proprio caso personale in qualcosa di utile per tutti, Emilio, ma come si fa a pretendere che ti venga data una risposta se non citi nemmeno il punto dove il ginocchio ti fa male???
Caliendop3 chiede una delucidazione che doveva essere oggetto di una mail (ved. mia risposta).
Fabio Massimo con "Sangue e allenamenti" viene giustamente cazziato da EliMay: bastava fare una ricerca nel sito.
Fabio Massimo ci riprova e con uno toccante pezzo "Addio alle corse lunghe!" ci mostra uno stupendo scorcio della sua vita, con la psicologia tipica dei blog ("scrivo, dunque esisto").
Queste discussioni non dovevano esserci perché se è vero che il SN ha avvicinato alcune persone al Well-being, sono sicuro che è anche vero che altre se ne sono allontanate perché "non hanno capito".
Qual è lo scopo di questa discussione? Probabilmente il sito nel 2010 non supporterà più il SN, nel senso che non spenderemo tempo e soldi per monitorarlo, lo lasciamo a quel gruppo (direi comunque affiatato) di persone che ci credono. Fra esse devono spuntare uno o più soci che si incarichino semplicemente di moderare il SN, con calma, ma con fermezza, facendo rispettare le regole ed eliminando le discussioni qualitativamente scadenti.
A voi la palla.


* da un giornalista di Repubblica.
questa settimana dovrebbe uscire la notizia sulla giornata dell'onestà. Sinceramente, non sono riuscito a spuntare un pezzo lungo. I miei superiori, secondo me anche con un pizzico di ragione, mi hanno contestato il fatto che potrebbe sembrare uno spot in favore di Albanesi.
Non ti so dire il giorno, perchè da domani sarò in ferie. Uscirà, comunque, in cronaca di Milano.

Per quanto abbia controllato, non ho visto niente ed è probabile che il giornalista tornando dalle ferie parli di un tragico disguido. Quanto allo spot, beh ogni notizia in cronaca di Milano è uno spot a favore di qualcuno che, ragionevolmente, dovrebbe meritarselo con un'iniziativa interessante.

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Sono stato piuttosto impegnato in questi ultimi giorni quindi non ho avuto il tempo per scrivere, cosa che forse ha avuto anche i suoi vantaggi, visto che mi permette di replicare al thread a mente più lucida.

Premetto che ero estremamente scettico riguardo alla giornata dell’onestà, tuttavia nutrendo profonda stima nelle capacità di Roberto confidavo in quella che sarebbe potuta essere una lezione di comunicazione ed organizzazione. Invece dopo aver parlato con l’oste ho appurato che i conti che avevo fatto coincidevano con i suoi…

Solitamente quando un prodotto, di qualunque natura esso sia, si traduce in un flop può essere colpa del mercato ancora troppo grezzo, immaturo ed ignorante per apprezzarlo, può essere colpa degli addetti alle vendite che miopi, calcolatori e capitalisti non ci hanno creduto ma può essere anche colpa del prodotto stesso che è inflazionato, perdente e inefficace.

La verità solitamente non risiede solo da una parte; così come mi insegnava il mio professore di fisica del liceo, ad esser in gioco solitamente non c’è mai una forza sola! Questa premessa per dire che se il SN ha fallito o meno, anche in relazione a degli obbiettivi cambiati strada facendo (per non dire repentinamente) e del quale penso pochi utenti avessero preso veramente coscienza, non vuol dire che debba continuare a farlo o che non possa aver progressivamente successo

Secondo me, una volta stabilito quale sia l’obbiettivo, è più produttivo chiedere come migliorare, cambiare raffinare e rifinire l’idea e l’approccio, piuttosto che tenere il broncio perché la propria idea non ha trovato il supporto sperato. Se non si sottopone il progetto ad una costante critica questo nasce morto…

Ho usato dei termini economici, oltre al tentativo di ingraziarmi Elimay, perché il fare beneficenza a fondo perduto non è del WB; se l’obbiettivo è diffondere un messaggio condiviso nella speranza che venga ascoltato e metabolizzato in maniera tale da portare una fetta della popolazione a migliorare la società perché ne si possa trarre personalmente beneficio, bisogna prima di tutto fare i conti con la realtà e poi attuare strategie che vincano e convincano. Se quello che viene fatto è tempo perso non è forse meglio andare a giocare a scacchi su internet? Se tramite la giornata dell’onestà porto sulla strada del WB meno persone di quante ne porterei parlando a braccio ad una cena non è meglio giocare a scacchi o modificare la giornata dell’onestà?

Per fare i conti con la realtà intendo dire che se il 10% degli utenti ha il 90% dei post e se ancora meno sono gli utenti costantemente attivi sul SN no si può fare i conti in relazione a 800 iscritti. Al massimo ad 80-100, conseguentemente parlare di 800 persone in piazza, o 200 ad una convention è utopistico.

Detto questo a giorni aprirò un thread volto ad analizzare parametri come la nostra composizione, disposizione sul territorio, disponibilità ad agire e le eventuali proposte di azione in relazione ai dati precedentemente evinti…

P.s parteciperò attivamente alla discussione sul life-coaching :D

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<<Per fare i conti con la realtà intendo dire che se il 10% degli utenti ha il 90% dei post e se ancora meno sono gli utenti costantemente attivi sul SN no si può fare i conti in relazione a 800 iscritti. Al massimo ad 80-100, conseguentemente parlare di 800 persone in piazza, o 200 ad una convention è utopistico.>>

Raytheon mi ha anticipato: avere 800 iscritti sul SN non vuol dire nulla di per sé, specialmente quando quelli attivi regolarmente non superano i 20-30 e di questi la maggior parte sono ancora in fase di apprendimento.
Penso quindi sia una buona idea quella di suddividere la community in un'area ancora riservata all'apprendimento e una all'attivismo, ma solo allo scopo di far quadrare i conti. Mi spiego: se nell'attuale SN gli attivisti sono 5, vuol dire che saranno in 5 anche nella nuova suddivisione; l'unica agevolazione sarebbe nel contarli più facilmente, ma credo che il risultato rimarrebbe deludente in termini di numeri.
Ho capito solo ora cosa intende Roberto per iniziative collettive...

<<Per questo parlo di azioni collettive. Se 800 persone si trovano in Piazza del Duomo a Milano con striscioni sulla giornata dell'onestà, distribuiscono gadget, parlano con la gente ecc. stai pur certo che i media qualcosa fanno.
Se sono in 20 fanno ridere...>>


...ma credo che una cosa del genere sia impensabile nella situazione attuale: se alla convention erano in 200 (e di questi, quanti già "ferrati"?) sarebbe già un miracolo portarne 100 a "manifestare" qualcosa. Su facebook hai parlato di una manifestazione di atei e agnostici: ce ne sarà qualche milione in italia, anche lasciando anche stare chi sapeva che la cosa sarebbe stata inutile... quanti di questi sono andati a manifestare?

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