Albanesi

Il Social Network del benessere - The Social Network of Well-being

Vi sottopongo una situazione da analizzare.
Lui, 34 anni, reddito attuale di circa 2000€ al mese, è riuscito a mettere da parte nel corso degli anni un po' di soldi (X); altrettanti gliene vengono offerti dai genitori a fondo perduto (Y, tale che X+Y=casetta da 50-60mq, senza mutuo). Attualmente vive ancora con i genitori.
Lei, 34 anni, reddito attuale di circa 1000€ al mese, niente risparmi (apparente?), genitori non disposti ad aiutarla. Dopo aver lasciato casa dei genitori, da un paio di mesi paga un affitto con grosse difficoltà.

Lui vorrebbe utilizzare il capitale X+Y per acquistare una casa, con l'obiettivo di avere il mutuo più piccolo possibile, auspicabilmente 0. Realisticamente, un appartamento di 50-60mq.
Lei propone invece di sobbarcarsi la quota Z, necessaria per potersi permettere una casa più grande, contraendo un mutuo a Lei intestato. In tal modo: 1) Lei eviterà di andare a vivere in una casa pagata al 100% da altri e 2) avendo già 34 anni, il giorno che si dovesse decidere di avere un figlio, una casa un po' più grande farebbe comodo.

A Lui, comprare una casa in due sembra una scelta avventata, e pensa che 50mq in due possano bastare (eventualmente per qualche anno anche in tre...). Secondo Lui, Lei potrebbe contribuire al menage familiare sobbarcandosi altre spese (bollette, spese condominiali, ...).
Lei sostiene che nel 2010, per una donna che lavora, non è più ammissibile di andare a vivere in una casa comprata al 100% da altri, e sostiene che quella di Lui sia una scelta da single. Lui le rinfaccia invece che la scelta da single sia stata quella portata avanti nel corso degli anni da Lei, spendendo regolarmente tutto il suo reddito, senza mai pensare a risparmiare qualcosa per l'acquisto di una casa.

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O per il mutuo o per contribuire alla casa lei sa che spenderebbe comunque i suoi 1000 E. A quel punto meglio la casa su cui conserverà una parte di proprietà piuttosto che su bollette di cui non le rimarrà niente, quelle meglio farle pagare a lui no?

Scusa la schiettezza.

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Certamente per Lei è molto vantaggioso scegliere di pagare il mutuo accaparrandosi parte della proprietà anzichè dare solo contributi a perdere.
Però il capitale iniziale, mettiamo pari al 50% del valore della casa (più verosimilmente maggiore), lo mette Lui.

A me sembra che se Lei paga un mutuo, tutti i vantaggi saranno per Lei, tutti i rischi per Lui.

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A me sembra che i rischi siano per entrambi, visto che partono così male da non essere d'accordo su questa scelta....

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Ma Lui è veramente convinto di voler investire tutti (o più) i suoi (e non solo) risparmi in un immobile? Un affitto dovrebbe convenirgli anche se non cambiasse(ro) casa per tutta la vita.

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A Lui, comprare una casa in due sembra una scelta avventata, e pensa che 50mq in due possano bastare (eventualmente per qualche anno anche in tre...). Secondo Lui, Lei potrebbe contribuire al menage familiare sobbarcandosi altre spese (bollette, spese condominiali, ...)

Detto papale papale, secondo me lui vuole intestare tutto a sé stesso perché è convinto che con lei non durerà e non vuole trovarsi a problemi di divisione.
Quindi o si lasciano o fa bene ad intestarsi il tutto e godersi la relazione finché dura, anche se sono dell'idea che delle spese di gestione debbano fare esattamente a metà, proprio per quello che dice LudoR: è una questione di correttezza e onestà.
Se decidono che lei farà il mutuo è bene che lo faccia per una quota identica a quella che mette lui, in modo che in caso di fine-relazione non ci siano lotte per liquidarsi.

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>>Detto papale papale, secondo me lui vuole intestare tutto a sé stesso perché è convinto che con lei non durerà e non vuole trovarsi a problemi di divisione.

Concordo con Francesco2. Se davvero per Lui comprare casa in due sembra una scelta cosi' avventata probabilmente non e' molto convinto della solidita' della coppia.

Comunque, mi viene una domanda: ma se Lui non avesse il capitale iniziale da investire come deposito (o per l'acquisto totale), Lei con 1000E al mese di stipendio e zero risparmi, potrebbe permettersi un mutuo sufficiente per una casa da 50/60mq (ovvero quella che vorrebbe lui)? Probabilmente NO.
Quindi Lei sicuramente si ritroverebbe in una condizione migliore rispetto a quella attuale, anche se andasse a vivere in una casa al 100% di proprieta' di Lui, in quanto non dovrebbe piu' pagare l'affitto che paga ora, e che a quanto dici: "da un paio di mesi paga...con grosse difficoltà"
Inoltre il fatto che Lei non avendo alcun capitale risparmiato e uno stipendio che oggettivamente non le permetterebbe di ottenere grosse cifre in prestito da una banca, voglia comprarsi una casa al di sopra delle proprie possibilita', e' un atteggiamento decisamente apparente.

In sostanza, forse e' egoistico ma io penso che Lui dovrebbe acquistare la casa per se'.

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Grazie dei contributi.
In effetti, dei dubbi sulla stabilità della coppia, per chi si esporrebbe economicamente di più, potrebbero essere legittimi considerato che
1. Lei ha comportamenti apparenti che potrebbero indurre contrasti, qualora Lei si trovasse incapace di pagare le rate del mutuo
2. e' una coppia di relativamente giovane formazione (6 mesi)
3. i litigi sono relativamente frequenti

E' ragionevole la proposta di Francesco² di dividere le spese di gestione: accollarle tutte a Lei era un modo per farla contribuire e non farla sentire 'mantenuta'. In effetti, se le spese toccassero tutte a Lei, Lei potrebbe sentirsi in affitto a casa di Lui, e quindi non andrebbe bene.

EliMay sottolinea invece un aspetto legittimo: il fatto che la proposta di Lei potrebbe essere agli atti pratici irrealizzabile: con 1000E al mese, sarebbe realistico pensare a un mutuo da 300E/mese (insufficienti per l'acquisto di 50mq), ammesso che con un conto in banca in rosso, una banca fosse disposta a concederglielo.

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Da 1)+2)+3) => non esiste nemmeno porsi la domanda se comprare casa insieme o meno.
Usando i canoni WB la coppia non è una coppia ideale. Lui e Lei devono accettare che è una relazione parziale e non fare piani per il futuro, ma godersi il presente mantenendosi molto indipendenti. La coppia potrà anche evolvere, ma pianificare ora sulla speranza che il partner cambi non è saggio.

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Se si aggiungono le considerazioni fatte nell'altra discussione, io scapperei a gambe levate ;)

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... sei molto accorto ;)
In effetti la bilancia ha due piatti, ed evidentemente qualcosa pesa anche in maniera positiva!

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Richiamo ancora le considerazioni dell'altra discussione in merito ai compromessi: più aggiungi particolari e più sembra che tu, ops, Lui stia proprio scendendo a compromessi. L'esempio della bilancia per certi versi può essere fuorviante... qui in toscana invece si suole dire: "Poggi e buche non fa pari".

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Lui >comprare una casa in due sembra una scelta avventata,
Lei>2) avendo già 34 anni, il giorno che si dovesse decidere di avere un figlio, una casa un po' più grande farebbe comodo.

Lui teme la convivenza e lei pensa ai figli?
Concordo anche io con Francesco², aggiungo solo che Lui dovrebbe fare un esame di coscienza e capire il perché non se la sente, e poi comunicarlo a Lei, perché questa differenza di aspettative tra i due deve essere chiarita per onestà nei confronti di Lei. Fatto l'esame (e capito dunque se è una relazione a termine), si può scegliere con più consapevolezza:
a) relazione a termine: Lui compra casa perché libero di gestirsi i propri risparmi a piacimento e vuole distaccarsi dai genitori.
b) relazione su cui puntare: analisi dei desideri e le possibilità di entrambi, la casa poi dovrà essere pagata e gestita il più equamente possibile [pagata a metà (o in contanti o col mutuo), spese divise]

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